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Leggi e Regole da Rispettare a Copenhagen

La capitale danese (come la Danimarca nel suo insieme) è una città vivibile, pacifica, piuttosto tollerante ed è considerata una delle città europee più sicure, ma leggi e regole a Copenhagen sono severe e tutt’altro che permissive. Sono abbastanza rari i casi di violenza e molestia ma l’alcol è parecchio diffuso anche tra i giovani. Probabilmente, la polizia insiste a voler rassicurare cittadini e turisti a vivere in tutta tranquillità le bellezze ed il divertimento di Copenhagen anche per via delle leggi e dell’ordine pubblico molto rigidi.

L’evenienza più spiacevole che potrebbe capitarti (come in tutte le città del mondo) è di essere derubato: stai in guardia dai borseggiatori, mentre i tutori dell’ordine continuano a fare il loro dovere. Sono molto efficienti, quindi, ti consigliamo di non dimenticare mai di comprare il biglietto perché anche sui mezzi pubblici i controlli sono frequenti, inevitabili e severi.

Vediamo quali sono le principali leggi e regole da rispettare in Danimarca (che, ricordiamo, è una monarchia parlamentare).


Possesso di droga

Se vuoi trascorrere una vacanza tranquilla a Copenhagen hai bisogno di conoscere non soltanto il livello di sicurezza della città ma anche le principali norme da rispettare.

Considerando ‘perché’ ti trovi in questa città (vacanza o lavoro) e che sei di passaggio, ti basterà scoprire (e rispettare) le norme che regolano sesso e prostituzione, alcol e droga, guida.

Tanto per cominciare, il possesso di droghe sia leggere sia pesanti è illegale in Danimarca, indipendentemente dall’uso che se ne vuole fare (personale o spaccio). Se un residente oppure un turista, durante un controllo della polizia, viene scoperto con una quantità di droga per uso personale, viene subito multato (minimo 500 corone, circa 67 euro). Se la quantità è maggiore, si rischia fino a 16 anni di detenzione.


Prostituzione e reati sessuali

A Copenhagen le prostitute (purché maggiorenni, che abbiano compiuto i 18 anni) sono considerate lavoratrici a tutti gli effetti. La prostituzione è legale ma non sono permesse le aperture di bordelli o altre forme organizzate perché lo sfruttamento della prostituzione non è affatto tollerato.

In diverse città danesi, inclusa Copenhagen, esistono distretti riservati al sesso (come Vesterbro) e vie redlight, a luci rosse.

La tollerante e civilissima Danimarca è totalmente contraria alla discriminazione ed allo sfruttamento sessuale ed è altrettanto sensibile al tema scottante delle molestie e violenze sessuali, soprattutto i reati contro i minori. Di conseguenza, le pene per questo tipo di reati sono molto severe (da 6 anni di carcere in su).

Un italiano che commette un reato contro minori (sfruttamento, abusi sessuali, prostituzione) all’estero, di regola al rientro nel proprio Paese viene punito secondo la legge italiana.


Codice della strada: le norme a Copenhagen

Il limite massimo di tasso alcolemico nel sangue consentito a Copenhagen (ed in Danimarca) durante la guida di un autoveicolo è dello 0,05%.

Sono obbligatori:

  • L’utilizzo dei fari anabbaglianti (anche di giorno);
  • Cintura di sicurezza;
  • Triangolo e giubbotto catarifrangente.

Ecco, di seguito, i limiti di velocità da rispettare a Copenhagen:

  • 50 km/h nelle aree urbane;
  • 80 km/h sulle strade statali;
  • 110 km/h su autostrade e superstrade.

Christiania, il quartiere hippy che resiste

E’ impossibile trattare di leggi e regole a Copenhagen senza nominare la storia più unica che rara della Città Libera di Christiania, un quartiere parzialmente autogovernato della città, una vera e propria comunità indipendente. Viene considerata una sorta di fiaba moderna ma è realtà utopica che resiste nel tempo.

Quali sono le regole di questa comunità hippy fondata nel 1971?

E’ una città libera ma questo non vuol dire che non abbia una bandiera, una moneta unica, un ufficio postale, un sistema di trasporti e le regole di un governo. E’ sorta da una base navale dismessa ed abbandonata alle porte di Copenhagen. Esiste un asilo ma non scuole, è vietato l’uso delle auto e delle droghe pesanti, mentre l’hashish è permesso e viene venduto nei chioschi. C’è tutto quello che non può mancare in un quartiere (da bar e ristoranti a panetterie, radio, cinema) e non sono poche le persone provenienti da tutto il mondo che vorrebbero trasferirsi anche temporaneamente.

La Legge della Città Libera di Christiania del 1989 regola una realtà eco-anarchica che rifiuta lo Stato, la violenza ma prevede norme severe per la tutela dell’ambiente. Qui non si può correre, parlare al cellulare e scattare fotografie. Niente tasse da pagare, niente forze dell’ordine, non esiste il concetto di proprietà privata ma, paradossalmente, per sperare di mantenere in vita la città libera, da tempo la comunità deve fare i conti proprio con questo concetto.

Per anni, il governo danese ha tentato di rimuovere gli occupanti. ll 22 giugno 2011, a 40 anni dalla fondazione, è stato raggiunto un compromesso con i circa mille residenti: il diritto di usufrutto sul quartiere occupato ed autogestito di 35 ettari a patto che gli abitanti acquistino attraverso un fondo l’intero complesso residenziale per 76,2 milioni di corone danesi, l’equivalente di circa 10,2 milioni di euro.

Come si legge nel sito ufficiale di Christiania, la  comunità cerca azionisti con l’obiettivo di raggiungere la quota richiesta dal governo creando un fondo che congeli Fristad (in danese, città libera).

Al momento, quello di Christiania è uno status semi-legale di comunità indipendente, un esperimento sociale, utopia vivente dal futuro incerto.


La proposta di legge che vieta il burqa e il niqab in Danimarca

Nel mese di ottobre 2017, la Danimarca si è unita ad Austria, Francia e Belgio in riferimento al divieto di indossare il burqa. La proposta di legge del partito liberale danese, che presto verrà approvata, vieterà il burqa, il niqab e tutti quei veli che coprono il volto rendendo le persone irriconoscibili e, quindi, non identificabili.

Questa legge deve intendersi come una misura di sicurezza non contro una religione in particolare. Nessuno, in Danimarca, vieta di indossare il turbante o il kippa (tradizionale cappello ebraico), ad esempio. Si attende una data precisa per il voto che, ad oggi, non è ancora stata fissata.


Numeri utili per ogni evenienza

Augurandoti buon viaggio e serena permanenza, allo stesso tempo ti invitiamo alla prudenza.

Per sicurezza e per qualsiasi genere di emergenza, annotati i seguenti numeri utili.

Polizia, Vigili del Fuoco, Pronto Soccorso

  • Tel. 112 (numero unico europeo) o 114

Ambasciata italiana a Copenhagen

Cancelleria Consolare

  • Tel. 0045-39183444 Fax 0045-39270106
  • E-mail: consolato.copenhagen@esteri.it
  • Cellulare (attivo nelle ore di chiusura della Cancelleria Consolare) 0045-21804069

Assistenza sanitaria

Il sistema sanitario danese è quasi gratuito, l’85% della spesa è a carico dello Stato e concede a persone anziane e con difficoltà economiche di non pagare per l’acquisto di farmaci costosi.

Da turista hai diritto all’assistenza sanitaria gratuita semplicemente esibendo la Tessera Sanitaria Italiana. In caso di necessità o emergenza, puoi contattare:.

  • Il Pronto Soccorso tel. 112(numero unico europeo gratuito)
  • La Guardia Medica Tel. 70 13 00 41 attivo tutti i giorni (anche festivi e week end).

In caso di bisogno, una delle farmacie sempre aperte si trova nella stazione centrale.

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